WiMax in Italia: la Tecnologia Sembra in Difficoltà

WiMax Italia

Amici lettori di Confronta ADSL, apprendiamo oggi l’ennesima notizia non rassicurante per il problema del digital divide in Italia: il WiMax in Italia sarebbe “tecnologia gia vecchia”. Lo scopo dovrebbe essere quello di una tecnologia low cost (15-20 euro al mese di canone), che cerca di prendere clienti dove può, in zone di digital divide e non; ma comunque mirando a una fascia bassa di utenza residenziale e aziendale, attenta al risparmio. Oltre questi livelli di prezzo non si può andare e, tenuto conto degli alti costi pagati per le licenze WiMax, adesso comincia la vera sfida: raggiungere il pareggio, in piena crisi economica mondiale, e recuperare l’investimento appena possibile.

Una sfida che sa ancora di regata contro vento e contro il tempo. “Il WiMax è arrivato tardi in Italia e quindi potrà essere sostitutivo della linea fissa tradizionale solo nelle aree di digital divide”, dice ad Apogeonline Luca Berardi, analista di Idc esperto in telecomunicazioni. Ci sono stati ritardi sul previsto, peraltro: Aria (il solo operatore ad avere licenze per coprire tutto il territorio nazionale) aveva annunciato il lancio già da tempo, poi slittato più e più volte. Forse si è sottovalutato il tempo necessario a coprire il territorio, oltre al fatto di ottenere i permessi necessari dai comuni per le antenne.

“Nel frattempo la copertura Adsl continua ad aumentare e siamo alle porte della banda larga mobile di quarta generazione”, dice Berardi. Quest’anno solo il 2% della popolazione non sarà coperto dall’Adsl e la banda larga su rete mobile promette i 20 Megabit al secondo. Velocità molto teorica, ma che comunque gli operatori mobili sapranno ben pubblicizzare, con una forza di marketing impensabile dai provider WiMax.

In ogni caso, all’utenza residenziale il WiMax non riesce a offrire i 20 Megabit, per i limiti dello spettro licenziato. Secondo Stefano Quintarelli, il WiMax sarebbe dovuto arrivare anni fa (come nel Nord Europa) per essere un concorrente di spicco nello scenario banda larga.

La carta del low cost può non bastare. È vero che le offerte permettono di risparmiare molto, se si rinuncia alla linea fissa di Telecom Italia. “Ma l’utente comune preferisce affidarsi all’Adsl, se disponibile: è qualcosa che conosce meglio”, aggiunge Berardi. Non da ultimo, in zone di digital divide c’è la concorrenza dell’Hiperlan. Certo, è una tecnologia meno garantita del WiMax e, a differenza del WiMax, obbliga a installare un’antenna. Ma parte con un vantaggio di tre anni, durante i quali ha fatto una buona copertura (migliaia di comuni) delle aree in digital divide.

“Mi sembra quindi una buona scelta quella di Linkem”, dice Berardi, “di distinguersi offrendo, con lo stesso canone, accesso WiMax da casa e nomadico WiFi. Sfrutta il fatto di avere presenze strategiche negli aeroporti”. Cosa su cui Aria non può contare. Per Aria, che intende fare l’investimento più cospicuo su questa tecnologia (250 milioni di euro), “sarà dura rientrare nella spesa”.

Forse si dimostrerà vincente la strategia, più prudente, di Retelit: copre le zone dove può contare sulla propria rete fibra ottica (e dove quindi ha costi inferiore) e lavora all’ingrosso, con partner locali, ben integrati nel territorio. L’investimento previsto è di 35-40 milioni fino al 2012 (oltre ai 23,3 milioni spesi in licenze) e conta di fare profitti dall’inizio 2011.

Certo, la vita degli operatori sarebbe più facile se ci fosse già in giro un buon numero di portatili dotati di moduli WiMax. Permetterebbero agli utenti di navigare in modo nomadico anche fuori casa, ovunque ci sia la rete del proprio operatore. Ma la dice lunga che questi computer tardino ad arrivare.

Acer l’aveva promesso con il primo netbook, ma ha cambiato idea e dice che integrerà il WiMax solo quando ci sarà una copertura sufficiente. Nokia ha abbandonato il proprio primo e unico terminale con WiMax. A crederci è invece ancora Motorola, che ha promesso futuri cellulari WiMax. Ma Motorola naviga in cattive acque e sempre meno scommette sulla propria divisione telefonini.

Per concludere quindi, il WiMax molto probabilmente non sarà una vera rivoluzione, ma dobbiamo sperare che almeno resti una valida alternativa all’Adsl tradizionale!

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1 commento »

  1. Fabio Buda (Netdesign) ha scritto:

    19 giugno 2014 @ 12:35

    L’articolo è un po’ datato (oggi è il 19/06/2014) ma comunque interessante, valido e ben scritto. È stato un piacere leggerlo. Grazie all’autore, buona giornata e buon lavoro, fabio.

    P.s. perché non mettete le date degli articoli in chiaro? Ho dovuto consultare la sitemap in XML per scoprire la data di questo articolo :) .

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