ADSL in Italia: la Velocità Può Essere Garantita?

Amici lettori di Confronta ADSL, navigando nei siti di news informatiche e di Adsl apprendiamo oggi una interessante notizia, che riguarda una notizia quanto mai attuale: la velocità Adsl può essere garantita in Italia? E’ possibile intervenire sulla qualità delle linee per garantire agli internauti italiani un livello di connessione sufficiente a permettere un utilizzo dignitoso della Rete Internet? A quanto pare c’è un’inchiesta che coinvolge alcuni dei principali operatori di telecomunicazioni nazionali. Vediamo insieme la notizia.
ADSL in Italia: la Velocità Può Essere Garantita?
Come dicevamo nell’introduzione, abbiamo scoperto nei giorni scorsi un interessante articolo su Punto Informatico, che ci sentiamo di ripubblicare vista l’attualità dell’argomento. Vi è dunque in corso un’inchiesta sul seguente importate quesito: la velocità adsl può essere garantita? Oppure l’Adsl in Italia rischia di diventare “un gigante con i piedi di argilla”? Rispondono Telecom Italia, Fastweb, Tiscali e SiADSL sul problema della banda occupata e del peer-to-peer. Parla l’Autorità TLC: a quanto parrebbe sulla qualità si può intervenire pochissimo.
Le offerte commerciali per navigare sempre più veloci in ADSL continuano a moltiplicarsi e, sulla carta, sono sempre più allettanti e convenienti. In palio c’è un mercato da svariati miliardi di euro. Un bottino che fa gola ad aziende grandi e piccole. Non è un caso che anche Vodafone, da sempre interessata solo alla telefonia mobile, dopo aver acquisito Tele2 (ora divenuta TeleTu) abbia lanciato il proprio marchio nei servizi a banda larga da telefono fisso.
Il gigante, però, ha i piedi di argilla. Come ha mostrato l’inchiesta realizzata da il Salvagente e da Punto Informatico, pubblicata qualche tempo fa, la rete su cui dovrebbero viaggiare a tutta velocità i dati è vecchia e cadente. Telecom Italia, proprietaria dell’ultimo miglio (il cosiddetto local loop), cioè della linea che dalla centrale arriva a casa dell’utente, non sembra intenzionata a investire nella manutenzione del doppino, il doppio filo di rame che costituisce l’ultimo pezzo della rete. Risultato: la competizione tra provider si fa sempre più dura e la qualità dei servizi, invece di migliorare, peggiora. Oltretutto, in assenza di regole chiare che tutelino gli internauti, i servizi di assistenza clienti raramente riescono a dare risposte.
Di fronte alle innumerevoli segnalazioni di disservizio, a rispondere sono in pochi. Wind e TeleTu, per esempio, preferiscono rimanere in silenzio. Telecom Italia, chiamata in causa, sulle offerte “7 mega”, dichiara che “al momento della richiesta di attivazione compie tutte le verifiche tecniche per assicurarsi che la linea telefonica sia raggiunta dal servizio richiesto“. Ma ammette che l’effettiva velocità di navigazione non è garantita, dato che dipende anche dalla distanza del cliente dalla centrale telefonica (non a caso ne avevamo già parlato nel nostro articolo con alcune considerazioni sulla velocità Adsl).
Sulla cura della rete, invece, Telecom garantisce di “aver investito parecchio negi ultimi anni sulla rete e prevede di investirne altri”. Il punto debole, come detto, rimane l’ultimo miglio, un vero “pezzo d’antiquariato”.
Le condizioni della linea, tra l’altro, compromettono la qualità del servizio di accesso a Internet qualunque sia il fornitore. “Per la connessione ADSL, in caso di disservizi imputabili alla tratta in rame, la segnalazione viene girata a Telecom”, fanno sapere da Fastweb. E in questo caso, come sappiamo, la soluzione arriva con difficoltà. “I nostri tecnici”, dice Fastweb, “effettuano periodicamente il monitoraggio sulle linee dei clienti per controllare le effettive prestazioni del collegamento. In caso di segnalazione, si verifica da remoto, poi in base alla Carta dei Servizi ci impegniamo a risolvere il problema entro le 72 ore successive alla segnalazione. Se i termini di intervento non sono rispettati, il cliente ha diritto agli indennizzi previsti nella Carta”.
Fastweb, tuttavia, assicura che il cliente di servizi ADSL “viene preventivamente informato che la velocità di accesso alla rete è subordinata a una verifica tecnica dell’impianto fornito da Telecom”. Il test viene effettuato entro 72 ore dalla sottoscrizione del contratto e permette di capire la reale larghezza di banda della linea. Nel caso in cui la copertura non fosse garantita per motivi di qualità della linea, il cliente può recedere senza problemi.
“Occorre distinguere tra banda e velocità“. A spiegare il complicato mondo dell’ADSL ci prova Andrea Podda, dirigente di Tiscali: “I due termini spesso vengono scambiati e anche per questo le promesse degli operatori non vengono comprese appieno. La banda – sottolinea – è tutta l’infrastruttura che un operatore, come Tiscali, mette a disposizione fino al Dslam ed è qualcosa che può essere dimensionato in autonomia, scegliendo quale servizio dare. La velocità, invece, dipende dalla linea del cliente e quindi dal rame, fino al modem del cliente”.
Il concetto, dunque, è che gli operatori, e Podda in questo caso parla specificamente di quelli in unbundling, ovvero quelli che dispongono di infrastrutture proprie, possono promettere una certa banda garantita “ma se ti dico velocità garantita allora non posso non dirti che quella dipende dalla qualità della linea”. Per capire come vadano le cose per il grosso dell’utenza, che in un modo o nell’altro finisce su una rete Telecom, Podda spiega come lavora Tiscali sulle proprie infrastrutture. “Noi costruiamo la nostra rete – insiste – e possiamo quindi garantire fino al massimo del valore di velocità di tutti i clienti in unbundling. Perché su ogni sito si lavora in fibra realizzando una Gigaethernet per ogni sito: dato che le nostre Gigaethernet oggi non sono occupate neppure per la metà, siamo perfettamente in grado di assicurare tutta la banda che serve ai clienti. Quindi se un cliente non riesce ad andare a più di 2 mega per limitazioni della sua linea, comunque quei 2 mega li può prendere tutti, non introduciamo alcun tipo di limitazione”.















