L’Italia e la Pirateria: Calabrò Dice No alla Regolamentazione

Buongiorno a tutti, non sono passati che pochi giorni da quando vi abbiamo riportato le parole del presidente uscente dell’Agcom, Calabrò, che lamentava il ritardo della diffusione della banda larga nel nostro paese e che imputava questo ritardo come un grave handicap per lo sviluppo e la ripresa economica del nostro paese. Oggi non torniamo in argomento Banda Larga ma riportiamo un’altra presa di posizione di Calabrò molto discussa ma, a nostro parere, anche molto coraggiosa in merito alla Pirateria in Italia e al fenomeno, non più ignorabile, del P2P o file sharing.

Come saprete tutti il file sharing è quel sistema di condivisione file che permette ad utenti, in qualsiasi parte d’Italia, d’Europa e del Mondo, di scambiarsi qualsiasi tipo di file. La diffusione di questa possibilità su scala mondiale ha permesso il proliferare di scambi di materiale protetto da copyright, musica, film e serie tv in cima alle classifiche. Nel nostro piccolo avevamo già parlato della politica di alcuni provider di includere limitazioni di banda per il P2P, ma oggi torniamo in argomento per sentire cosa ne pensano in merito le autorità competenti.

In Italia il fenomeno è veramente diffuso, il report 301 del Governo USA mette l’Italia nella watch list degli stati con il tasso di pirateria e contraffazione più alto, e da più parti giunge la richiesta di norme e regolamentazioni più severe in tema. In un clima del genere ci si poteva aspettare una forte repressione dei poveri pirati, invece Calabrò dice no e sospende l’emanazione del regolamento contro la pirateria informatica e la tutela del copyright su internet.

Presa di Posizione Agcom: Via Libera ai Pirati?

Finche’ il Governo non adotterà la norma interpretativa, noi, almeno in questa consiliatura, non ci sentiremo tenuti alla deliberazione del regolamento, pur cosi’ equilibrato, che abbiamo predisposto.

Queste le parole di Calabrò che hanno sancito il rinvio della regolamentazione e, come potete certamente intuire, ha scatenato tantissime critiche da parte delle lobby dei rappresentati dell’industria soprattutto musicale. Portavoce della delusione per questa notizia è stato Enzo Mazza, Presidente della federazione delle case discografiche di Confindustria, che ha accusato Calabrò di sancire sostanzialmente la resa delle autorità di fronte alla pirateria digitale.

Bene ha fatto l’amministrazione americana di Obama a mantenere l’Italia nella lista nera dei Paesi con scarsa tutela dei diritti di proprietà intellettuale a causa della mancata adozione del regolamento Agcom, ampiamente promesso anche dal Presidente dell’Autorità in piu’ di una occasione. Senza contare che la Spagna invece è appena uscita dalla watch list e invece, l’Italia, stando ai dati forniti da Comscore, il 26% degli utenti accede ai servizi illegali.

Enzo Mazza continua poi dicendo che questa situazione rende l’Italia meno appetibile per i partner commerciali esteri e che, a causa dell’inerzia dell’Agcom, si è dato un segnale sbagliato al popolo di internet, che si sentirà così sempre più legittimato ad usare la pirateria digitale.

Fonte:  Agcom.it

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