Il Ritardo della Banda Larga in Italia: Quanto Ci Costa?

Il tema che vogliamo affrontare oggi è sicuramente spinoso ma ciò non toglie che dovrebbe ricevere molta più attenzione di quanto invece normalmente ottenga, stiamo parlando dell’adsl in Italia e, in particolare, dello sviluppo e la diffusione della Banda Larga. Nessuno sembra curarsene ma il ritardo che il nostro paese accumula nello sviluppo della banda larga costa alle nostre tasche già provate dalla crisi, dalle tasse e dalle nostre spese tra l’1 e l’1,5% del pil.

Non è un dato che spariamo a caso, la nostra fonte è il bilancio offerto da Corrado Calabro’ durante i suoi 7 anni alla guida dell’Agcom, che ci tiene a sottolineare, a supporto del mero dato statistico, che “senza infrastrutture a banda ultra larga i sistemi economici avanzati finiscono su binari morti”. Non basta che l’Italia sia sotto la media europea per la diffusione e lo sviluppo della banda larga fissa, siamo anche sotto la media per il numero di famiglie che sono connesse ad internet (e ad una connessione internet veloce), per non parlare poi del nostro ritardo nel commercio online. Come possiamo pensare di uscire dalla crisi e risollevarci se non riusciamo ad essere tecnologicamente, non diciamo avanzati, ma semplicemente al passo con i tempi?

Internet Per Combattere la Crisi: Il Mercato Che Non Sfruttiamo

E’ chiaro a tutti che il futuro, per qualsiasi aspetto della nostra vita, sia esso economico, educativo o sociale, passerà sempre di più attraverso internet, servizi online e la comunicazione via web. Riportando ancora un sunto delle parole di Calabrò, le aziende sono chiamate ad investire sia nel fisso che nel mobile perchè in esse risiede il futuro e quindi l’unica via d’uscita da una morta economica del paese. Questa presa di coscienza non deve però solo interessare ”la telefonia mobile, la quale ha un incremento esponenziale ogni giorno, ma anche la rete fissa, perchè tutti i servizi del futuro prossimo e di quello ulteriore richiedono una rete a banda larga e ultra larga.”

Internet, insiste ancora il presidente uscente dell’Agcom, è e può essere ancora di più motore e vettore della crescita economica, dell’esportazione del made in italy e tanto altro ancora, ma la rete fissa e’ ormai satura ed obsoleta, mentre quella mobile rischia di collassare e di non essere in grado di supportare nemmeno lontanamente la richiesta degli utenti. Per concludere con qualche altro dato che sottolinea il ritardo del nostro paese: l’economia che si sviluppa su internet in Italia vale solo il 2% del pil mentre nel Regno Unito vale il 7,2% del pil. Numeri che parlano da soli, fateci sapere le vostre impressioni nei commenti.

Fonte: Agcom

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