Archivio per Glossario ADSL

La Configurazione IP: Sicurezza nelle Impostazioni di Rete e ADSL

Con il sistema operativo distribuito dalla Microsoft, ci viene messo a disposizione uno strumento accessibile da start/esegui, utile a verificare la correttezza della configurazione di rete.

Digitando cmd /k ipconfig /all oppure ipconfig /all otteniamo l’output del comando che consiste nella visualizzazione della classica finestrella modello DOS, nella quale possiamo leggere le informazioni riportate. Per semplificazione riportiamo un esempio di ciò che si potrebbe vedere:

Command Prompt

Si noti che compare il nome dell’Host, l’indirizzo IP dei servers DNS, (corrispondenti al fornitore dell’accesso), ecc… E’ interessante notare, nella parte più in basso, il nome della scheda di rete Ethernet ed il suo indirizzo fisico, l’IP del nostro pc, l’IP del Gateway ovvero del router che ci permette la connessione all’esterno della nostra ipotetica rete casalinga o aziendale.

Focalizzando l’attenzione sulla voce DHCP enabled, vediamo che a destra è indicato Yes, ciò significa che è abilitato il Dinamics Host Configuration Protocol, e pertanto ogni pc connesso alla rete si vedrà assegnato automaticamente un indirizzo IP dinamico. Il servizio del DHCP rappresenta un’ottima e comoda soluzione che facilita il collegamento e la configurazione di ogni nuova macchina connessa alla nostra LAN ma se volessimo attuare un minimo di sicurezza, potremmo optare per la configurazione manuale degli indirizzi IP, vietando all’ipotetico pirata di turno di sfruttare la nostra linea ADSL. Come fare? Dovremmo semplicemente disabilitare il DHCP!

Procediamo aprendo il nostro browser e digitiamo l’indirizzo IP del router (potrebbe essere 192.168.1.1), navighiamo nella configurazione ed individuiamo la voce DHCP, ora disabilitiamola. Fatto questo, se il firmware lo permette, troviamo l’opzione per stabilire il range degli IP disponibili e limitiamolo alle macchine che dovremo connettere alla nostra LAN. Per esempio se abbiamo 4 pc, potremmo stabilire il range 192.168.1.2 – 192.168.1.5, alcuni router permettono addirittura di lavorare sui MAC Address (Media Access Control) ovvero gli indirizzi fisici ed univoci di ogni scheda ethernet.

Ora chiudiamo il browser ed andiamo su ogni macchina, apriamo le proprietà di rete. Attraverso la finestra in figura, possiamo cambiare l’indirizzo IP manualmente avendo l’accortezza di mantenere il gateway uguale per tutti i pc. Nel caso in cui prima della connessione all’esterno noi dovessimo avere un server, allora dovremmo inserire l’indirizzo IP del router anche nel campo DNS, viceversa gli indirizzi dei DNS saranno quelli del fornitore dell’accesso.

(click per ingrandire l’immagine)
Configurazione IP

Per testare il corretto funzionamento della nostra rete, esiste un pratico strumento offerto dai sistemi operativi: il comando ping.

Useremo il comando ping per verificare se un computer host è in grado di connettersi alla rete TCP/IP e alle risorse di rete oppure per individuare problemi hardware della rete e/o configurazioni non correttamente eseguite e pertanto non compatibili tra loro.

Utilizzare il comando ping, nel modo seguente:

  1. Eseguire il ping sull’indirizzo di loopback per verificare che TCP/IP sia configurato correttamente nel computer locale.
    ping 127.0.0.1
  2. Eseguire il ping sull’indirizzo IP del computer locale per controllare che sia stato aggiunto alla rete in modo corretto. (es. ping 192.168.1.2)
    ping IP_host_locale
  3. Eseguire ping sull’indirizzo IP del gateway predefinito per controllare che sia funzionante e che sia possibile comunicare con un host locale sulla rete locale. (il gateway corrisponde all’IP del router, nell’esempio 192.168.1.1)
    ping IP_gateway_predefinito
  4. Eseguire ping sull’indirizzo IP di un host remoto per controllare che sia possibile comunicare all’esterno.
    ping indirizzo_IP_host_remoto

Se il comando ping dovesse dare esito negativo, si procederà con i seguenti controlli:

  • Verificare la corretta configurazione del router e di ogni pc;
  • Verificare se il computer è stato riavviato al termine della configurazione del protocollo TCP/IP;
  • Verificare che l’indirizzo IP del computer locale sia compatibile con quelli della nostra LAN e venga visualizzato correttamente nella scheda Generale della finestra di dialogo; Proprietà TCP/IP;
  • Verificare il collegamento fisico tramite il controllo dei cavi di connessione.

Se volete conoscere alcune opzioni del comando ping, potete andare qui.

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Cos’è l’Indirizzo IP e a Che Cosa Serve

Schema Indirizzo IP

IP è l’abbreviazione di Internet Protocol o protocollo di internet. Vi sono due tipi di IP, l’IPv4 quello attualmente utilizzato, che consente una disponibilità massima di 4.294.967.295 indirizzi e l’IPv6, implementazione ormai necessaria considerato che le previsioni statistiche indicano che la saturazione degli indirizzi IPv4 avverrà presumibilmente entro il 2016. Il nuovo IPv6 renderà disponibili più di 340 miliardi di miliardi di miliardi di nuovi indirizzi.

Attraverso l’indirizzo IP ogni computer viene identificato univocamente nell’ambito di una rete, sia essa privata o pubblica, ovviamente in funzione del tipo di rete si utilizzeranno gruppi di indirizzi privati o pubblici.

L’IPv4 rappresenta un indirizzo formato da una serie di numeri in notazione decimale (in base 10), suddivisi in 4 gruppi di 3 cifre xxx.xxx.xxx.xxx, che corrispondono a valori binari (in base 2) di 8 bit per ogni gruppo, per un totale di 32 bit.

Affinché possa essere garantita l’univocità di questi indirizzi, esiste un organismo che si occupa di definire quali sono quelli utilizzabili nella rete pubblica, regolamentandone anche le modalità di assegnazione.

Gli indirizzi IP pubblici si dividono in 5 classi, ogni classe offre un numero diverso di indirizzi disponibili, composti sostanzialmente da due parti, la prima individua l’indirizzo della rete mentre la seconda l’indirizzo delle macchine connesse in quella specifica rete.

Le classi di indirizzi IP si suddividono nel seguente modo:

Classe A
Con 65.536 indirizzi disponibili, possiede il primo numero in notazione decimale che va da 1 a 126;

Classe B
Indirizza reti con più di 256 e meno di 65.536 macchine, possiede il primo gruppo di numeri che va da 128 a 191;

Classe C
Indirizza reti con meno di 256 macchine, possiede il primo gruppo di numeri  in un valore compreso tra 192 e 223;

Classe D
Riservata ad indirizzi Multicast, sistema nel quale una singola macchina trasmette dei dati a più macchine riceventi;

Classe E
Dedicata ad utilizzi sperimentali.

Va fatta un’ulteriore distinzione tra gli indirizzi IP dinamici e quelli statici; i primi vengono assegnati ad ogni connessione alla grande rete, cioè ogni volta che apriamo una connessione verso l’esterno, e pertanto cambiano ogni volta, gli ultimi vengono assegnati staticamente dal Provider è rimangono tali per tutta la durata del vostro abbonamento. Gli indirizzi statici caratterizzano prevalentemente i server che ospitano siti.

Attraverso l’IP qualunque pc collegato possiede per così dire un nome ed un cognome e grazie a questo meccanismo viene individuato e distinto precisamente!

Per le reti private non esiste una regola ma è buona norma utilizzare i seguenti netblock o intervalli: 10.0.0.0 – 10.255.255.255; 172.16.0.0 – 172.31.255.255; 192.168.0.0 – 192.168.255.255.

Gli indirizzi IPv6 sono formati da 8 gruppi di quattro cifre ognuno, separati da due punti ed espressi in notazione esadecimale (base 16), ecco un esempio: 0260:6334:08e1:0000:08fa8:72c1:8b1e:0432. Si possono omettere le singole parti contenenti 4 zeri e per una sola volta, si possono omettere due serie di 4 zeri a condizione che siano contigue e si possono omettere gli zeri iniziali di ogni gruppo. Come vedete la notazione IPv6 è un po’ più complessa ma offre moltissimi indirizzi in più rispetto all’IPv4.

E’ utile sapere che per configurare il nostro router di casa e poter finalmente navigare con la nostra connessione ADSL, si debba conoscere un indirizzo IP particolare ovvero il 192.168.1.1 oppure il 192.168.0.1, di che cosa si tratta? Si tratta dell’IP che ci permette di ottimizzare la configurazione del nostro dispositivo mediante il browser, in questo caso non siamo collegati ad Internet ma direttamente al router.

Se volete conoscere l’IP relativo alla vostra connessione Internet, potere visitare il sito www.chisono.it.

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Glossario ADSL: Usb 3.0, la Porta Più Veloce della Luce!

Usb 3.0 Super SpeedAll’inizio di gennaio del 2010, al CES di Las Vegas, è stata presentata ufficialmente la recente tecnologia ormai in produzione; si tratta della nuova porta USB in versione 3.0. Fortunatamente i produttori si sono preoccupati di dotare la nuova connessione di retrocompatibilità, con l’obsoleta USB 1.1 e l’attuale 2.0: chiaramente le prestazioni vere si ottengono collegando tra di loro i nuovi dispositivi. La velocità dichiarata equivale a dieci volte quella data dall’USB 2.0, e passa dagli attuali 480 Mbps (Mega bit al secondo ovvero circa 60 Mbyte per secondo) a 4,8 Gbps (600 Mbyte per secondo).

In un momento nel quale le esigenze dell’utente non si limitano solo alla gestione di piccoli files ma più prevalentemente al trasferimento di fotografie ad alta definizione o di file multimediali di grosse dimensioni risulta importante razionalizzare i tempi, ecco pertanto una nuova tecnologia adeguata: pensate che con l’USB 3.0 SuperSpeed si può trasferire 1 Gb in una trentina di secondi! Immaginiamo di voler copiare un intero DVD di dati… in meno di due minuti il gioco è fatto!

Usb 3.0 Super Speed

L’architettura della nuova periferica inoltre è dotata di una particolare sensibilità ovvero è in grado di sentire se ci sono altre unità collegate, intervenendo se del caso, per spegnere quelle inattive e favorendo così una sorta di risparmio energetico. Il voltaggio di 4,4 V caratteristica dell’USB 2.0 si abbassa a 4 V nella nuova USB 3.0. Un ulteriore e non indifferente peculiarità riguarda la potenza massima fornita dalle nuove porte, contraddistinte dal colore blu, essa può arrivare sino a 900 mA, caricando di conseguenza molto più velocemente le batterie dei dispositivi collegati (per esempio il lettore MP3).

Ora non ci resta che attendere, fra non molto vedremo sugli scaffali dei negozi, i primi pc dotati della nuova porta USB 3.0 ed a ruota compariranno presto anche le periferiche dotate della nuova connessione.

Quando l’offerta sarà completa potremmo godere di una connessione adsl a banda larga, cablata o in standard 4G, access point e periferiche connesse con USB 3.0… e il mondo prenderà velocità!

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Glossario ADSL: Conoscere e Scoprire l’Indirizzo IP

Come su Internet, anche nelle reti locali il protocollo più diffuso è il TCP/IP; acronimo di Trasmission Control Protocol / Internet Protocol utilizzato sia per la navigazione in rete pubblica che in rete locale.

Prima di parlare di TCP/IP è necessario fare un breve richiamo al modello OSI (che significa Open Systems Interconnection, tradotto con interconnessione di sistemi aperti), ovvero alle regole che gestiscono le comunicazioni tra i computer definite dallo standard stabilito nel 1978 dall’International Organization for Standardization, principale ente di standardizzazione internazionale. Il ruolo del modello OSI consiste nello standardizzare la comunicazione tra i computer affinché i differenti costruttori possano mettere a punto dei prodotti (software o hardware) compatibili e quindi capaci di comunicare tra di loro, prescindendo dal sistema operativo installato.

Il modello OSI comprende uno Stack (pila gerarchica) di protocolli che lavorano in 7 distinti livelli, ognuno dei quali esegue un compito specifico e complementare, attraverso il quale noi possiamo per esempio inoltrare un’email dal nostro pc ad un pc che sta dall’altra parte del mondo. Ovviamente la nostra email dovrà subire una trasformazione molto particolare per attraversare tutti e sette i livelli.

Per chiarezza riportiamo uno specchietto di comparazione tra i modelli OSI e TCP/IP:

Modello OSI Indirizzo IP

Ecco una brevissima descrizione dei livelli raffigurati appena sopra, riferiti al TCP/IP:

  • Il livello “Physical” è quello che definisce la modalità di comunicazione dei dispositivi di rete, ad esempio a che intensità debbano viaggiare i segnali e a quale frequenza;
  • Il “Data Link” connette tra loro questi dispositivi definendo la modalità di scambio di informazioni, chi abbia diritto di accedere al mezzo fisico in un dato momento e come possa contattare un determinato dispositivo appartenente alla propria rete;
  • “Internet” estende questa capacità di comunicazione rendendo ogni dispositivo teoricamente raggiungibile e rintracciabile in una rete che non è direttamente connessa, ma distribuita (Internet ad esempio, ma anche Intranet);
  • Il “Transport” si occupa della comunicazione corretta e completa tra le applicazioni; definendo quali saranno le porte che permetteranno la comunicazione dell’applicazione corretta con la sua controparte remota;
  • Infine “Application”, sono tutti quei protocolli che sono a diretto contatto con l’utente e con le applicazioni che lui utilizza (es. posta elettronica).

Bene, torniamo all’indirizzo IP.

Per semplificare il concetto, ricordiamo che ognuno di noi, all’interno della propria famiglia viene identificato con il proprio nome mentre all’esterno con il proprio cognome, per un pc analogamente esistono “indirizzi privati” ed “indirizzi pubblici”, i primi chiamano il pc entro la rete locale e gli ultimi lo chiamano nell’ambito della rete pubblica.

Gli indirizzi IP hanno il formato tipo 151.99.250.4, ovvero 4 numeri decimali da 0 a 255 o più correttamente 4 ottetti di bit, in quanto essi rappresentano 32 bit che equivalgono a 232 indirizzi utilizzabili. Gli indirizzi IP sopra descritti sono stati implementati nella versione IPv6, per ragioni di necessità a 128 bit, offrendo in questo modo un numero molto più generoso di possibilità ovvero 2128 indirizzi disponibili.

Corre l’obbligo di precisare che ogni pagina web, oltre al nome, possiede un proprio indirizzo che normalmente noi non vediamo, infatti siamo abituati per esempio a digitare nella barra degli indirizzi : http://www.google.it ma potremmo in alternativa digitare 72.14.234.104 ed otterremmo lo stesso risultato!

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Risorse ADSL: Come Misurare Velocità e Qualità della Banda Larga

Misurare Velocità e Qualità della Banda Larga

Come avrete ormai visto sul nostro sito, e attraverso il nostro comparatore adsl, tutti gli operatori di telefonia ci offrono offerte che variano principalmente in base alla velocità di upload (caricamento) e download (scaricamento) che avremo poi una volta a disposizione sulla nostra linea. C’è chi offre 1 Mega, chi 7 Mega, chi 8, chi 10, chi 20 e a Roma c’è già chi ha la possibilità di viaggiare a 100 Mega (ne abbiamo parlato in questo articolo) in download e altre velocità in upload!

Ma queste velocità sono realmente effettive? La connessione a banda larga che arriva nel nostro doppino telefonico è di buona qualità?

Sono disponibili online diversi e variegati servizi che ci danno la possibilità di controllare questi parametri ma oggi vogliamo segnalarne due in particolare che reputiamo, dopo averne provati molti, i più affidabili e i più semplici da utilizzare: Speedtest.net e Pingtest.net, entrambi di Ookla, azienda che si occupa appunto del monitoraggio delle velocità della banda larga in più Paesi attraverso suoi software ormai apprezzati nel mondo.

Digitando l’indirizzo del primo si aprirà una pagina con una porzione di mondo, alcune info come il nostro indirizzo IP e il nostro fornitore di ADSL, e un tasto con la scritta “BEGIN TEST”… cliccando su quel tasto partirà la scansione della nostra banda che controllerà il ping (il tempo impiegato a inviare e ricevere pacchetti di dati), la velocità di download e quella di upload mostrandoci uno schema del risultato una volta terminato il tutto, con tanto di stelline per la valutazione della nostra connessione e il tempo medio che si impiegherà per scaricare un MP3 oppure un film intero.

Il secondo servizio invece controlla la qualità della banda larga presente in casa nostra basandosi sempre sul ping, sulla quantità di pacchetti persi durante il test e il jitter che è un valore sempre legato al ping (più vicino sarà allo zero e migliore sarà la nostra linea). Anche qui la schermata di inizio è piuttosto intuitiva e basterà cliccare il tasto “BEGIN TEST” per iniziare la scansione che terminerà con i relativi dati riguardanti appunti i pacchetti persi, il ping e il jitter, un voto in stelline e anche una valutazione in lettere della nostra connessione ADSL.

Questi dati sono molto utili per tutti ma specialmente per chi ha bisogno di una qualità di banda di un certo tipo, per esempio per chi ama giocare online, dato che un valore basso di ping e di jitter e una percentuale vicina allo zero di pacchetti persi determina una qualità di banda molto buona, zero rallentamenti in fasi di gioco e basso lag che è il vero problema quando ci si trova a giocare online, logicamente con una velocità di banda adeguata…

Quindi se siete curiosi e volete sapere quanto andate veloci navigando in internet e quanto la vostra banda larga sia di qualità ora sapete come fare!

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Glossario ADSL: Wi-Fi Internet Wireless

Wi-Fi Internet Wireless

Wi-Fi significa Wireless Fidelity, ed è riferito a tutti quei dispositivi che possono collegarsi a reti locali senza fili, chiamate anche WLAN, basate sulle specifiche IEEE 802.11.x. Un dispositivo di questo tipo, a prescindere dalla conformità richiesta, può utilizzare il logo ufficiale Wi-Fi solamente se ha superato le procedure di certificazione istituite dal consorzio Wi-Fi Alliance (Wireless Ethernet Compatibility Alliance) che garantisce prodotti di marche anche diverse come Cisco, Nokia, Intel, Broadcom, Philips, Asus, ecc..

La famiglia 802.11 consta, ad oggi, di quattro protocolli dedicati alla trasmissione delle informazioni ovvero a, b, g, n, la sicurezza nelle trasmissioni Wireless è stata implementata attraverso uno standard a parte, definito come 802.11i ed utilizzato per la realizzazione delle modalità WPA Personal e WPA Enterprise.

Il concetto per entrambe le modalità, si basa sull’immissione di una Passphrase (frase segreta) che, mediante un apposito algoritmo, viene tradotta in una chiave PSK (Pre-Shared-Key) per essere successivamente condivisa dall’Access Point o dal Server e dai clients.

Occorre ancora spendere due parole sull’ultimo standard Wireless in circolazione ovvero l’802.11n, nato nel 2004 per realizzare reti metropolitane, che ha dato una notevole spinta alle velocità di trasmissione senza fili: pensate che teoricamente i dati viaggiano ad oltre 100 Mb/s, cioè a circa 5 volte più veloce del precedente 802.11g e circa 40 volte più veloce del più datato standard 802.11b.

Tra le altre cose lo standard 802.11n prevede anche l’opportunità di utilizzare la tecnologia MIMO (multiple-input multiple-output), che permette l’utilizzo di più antenne per trasmettere e per ricevere incrementando la banda disponibile.

Tabella standard e relative velocità di trasmissione:

Standard Frequenza Velocità di Trasferimento (Mbit/s)
802.11a 5,2, 5,4, 5,8 GHz 6, 9, 12, 18, 24, 36, 48, 54
802.11b 2,4 GHz 1, 2, 5.5, 11
802.11g 2,4 GHz 6, 9, 12, 18, 24, 36, 48, 54
802.11n 2,4 GHz, 5,4 Ghz 1, 2, 5,5, 11; 6, 9, 12, 18, 24, 36, 48, 54, 125

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Che Cos’è lo Splitter ADSL, a Cosa Serve e Come Va Utilizzato

Continua il nostro appuntamento con il glossario ADSL dei termini tecnici più frequentemente usati: il nostro intento è quello di dare agli utenti la possibilità di comprendere con parole semplici il significato di termini specificatamente tecnici. Oggi parliamo di Splitter ADSL: che cos’è? A cosa serve? E’ sempre necessario installare lo Splitter ADSL? Vediamo i dettagli.

Che cos’è lo Splitter ADSL

La tecnologia ADSL viene veicolata attraverso una linea telefonica tradizionale, il cosiddetto doppino telefonico: ne abbiamo parlato nel nostro articolo intitolato Che cos’è la tecnologia ADSL; il doppino telefonico è riconoscibile dai classici colori bianco/rosso che spuntano nelle prese telefoniche presenti nelle abitazioni degli italiani.

Attraverso questo sottile doppio cavetto (in rame, e come dicevamo, di solito di colore bianco e rosso) vengono trasportati i segnali elettrici che portano dalla centrale telefonica all’abitazione la linea ADSL; ci sono due modi per trasportare questo segnale:

  1. ADSL con linea telefonica dati+voce
  2. ADSL con linea telefonica solo dati

Nel primo caso con linea ADSL dati+voce occorre installare uno splitter ADSL: esso è un piccolo dispositivo che permette di separare – all’arrivo nella abitazione dell’utente -  i dati dalla fonia.

In pratica lo Splitter ADSL – anche chiamato Filtro ADSLsepara le frequenze dei dati dalle frequenze della voce (fonia) altrimenti le telefonate risulterebbero disturbate da fischi o fruscii. Inoltre, senza lo splitter ADSL, nel caso in cui giunga una telefonata, potrebbe “cadere” temporaneamente la “portante” della linea ADSL. La figura ci mostra uno Splitter ADSL:

Immagine Splitter ADSL

Splitter ADSL: come va utilizzato?

  • Il cavetto con la dicitura LINE va inserito nella presa a muro dove c’è la linea di arrivo dal provider
  • Nella presa ADSL si collega il Modem/Router ADSL
  • Nella presa TEL si collega l’apparecchio telefonico.

L’immagine che segue ci mostra un altro modello di Splitter ADSL, ed è un modello che va installato direttamente nella presa a muro:

Immagine Adsl Splitter

Nota: se nell’abitazione esistono più derivazioni telefoniche (ad esempio per avere il telefono in mansarda o in camera), esse dovranno essere “a valle” dello splitter ADSL, oppure occorrerà installare uno splitter ADSL per ogni presa dove c’è un telefono collegato. Il costo medio di uno splitter ADSL è di pochi Euro.

Nel secondo caso con linea ADSL solo dati (ad esempio per un’ offerta ADSL senza Linea Telefonica) non occorre lo splitter ADSL, in quanto la voce (fonia) non viene trasportata (si potrà comunque telefonare usando il VoIP, che viaggia su Internet).

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Banda Minima Garantita: Perchè è Così Importante per un’ADSL ?

Glossario Adsl Banda Minima Garantita

Inizia con l’articolo di oggi una nuova rubrica denominata Glossario ADSL: in questa rubrica cercheremo di dare una spiegazione con parole semplici di quei termini tecnici che sono spesso di difficile comprensione per l’utente casalingo. Il primo termine che affrontiamo è Banda Minima Garantita: esso è un fattore determinante per stabilire la qualità di un’offerta ADSL.

Definizione di Banda Minima Garantita

La Banda Minima Garantita (BMG), che in inglese viene definita Minimum Cell Rate (MCR), è la quantità minima di banda trasmissiva che un ISP (Internet Service Provider) può garantire all’utente con cui stabilisce un contratto.

Con il termine banda trasmissiva si intende la quantità di dati in relazione al tempo necessario per la trasmissione/ricezione dei dati stessi. E’ corretto dunque affermare che esiste una banda (bandwidth in inglese) sia in ricezione (download) che in trasmissione dati (upload) che – nel caso delle linee ADSL – è asimmetrica, ovvero i valori download/upload sono (nel 99% dei casi) differenti.

Avevamo già trattato questo argomento nell’articolo Velocità ADSL: Come Comprendere la Trasmissione Dati: in quell’occasione si era parlato della grande differenza che c’è fra la velocità teorica offerta contrattualmente da un provider e la velocità reale.

Ecco che diventa importante comprendere che, soprattutto in quelle condizioni in cui ADSL non può andare alla velocità massima teorica (per via della distanza dalla centrale, delle linee molto trafficate, ecc.) la qualità di una linea ADSL è data proprio dalla Banda Minima Garantita: in questo modo il gestore garantisce un valore minimo di banda al di sotto del quale non si scenderà, nemmeno in condizioni di traffico intenso!

Facciamo un esempio: un contratto ADSL a 7 Mega (come ad esempio Alice 7 Mega) offre una velocità teorica di 7 Mega in download e di 384 Kbps in upload; ciò significa che potremo scaricare file ad una velocità teorica di 896 KB al secondo, e inviare file e documenti alla velocità teorica di 48 KB. Ma questo è un valore teorico: nella pratica, essendo Alice 7 Mega un contratto che non prevede Banda Minima Garantita, nei momenti di traffico intenso si potrebbe scendere anche ad una velocità reale di 5-6 KB!

E’ ovvio che nelle offerte di fascia più economica non viene prevista una Banda Minima Garantita. Per avere un contratto con Banda Minima Garantita occorre guardare alcune offerte di fascia di costo leggermente superiori, come ad esempio la Facile ADSL di Cheapnet che ha una Banda Minima Garantita di 64 Kbps.

Banda Minima Garantita: i nostri suggerimenti

Dopo aver visionato numerose offerte dei vari operatori del settore, siamo giunti a poter dare una nostra personale valutazione sui valori suggeriti di Banda Minima Garantita per avere una ADSL di qualità buona:

  • Banda Minima Garantita per privati: 16 Kbps (o superiore)
  • Banda Minima Garantita per Aziende: 256 Kbps (o superiore)

Pertanto se intendete optare per una ADSL di qualità superiore alle offerte base, chiedete dunque al vostro gestore di indicarvi se è presente un contratto di Banda Minima Garantita, e fatevi dire il valore.

Un ottimo contratto con Banda Minima Garantita è Alice Business.

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