Cos’è l’Indirizzo IP e a Che Cosa Serve

Schema Indirizzo IP

IP è l’abbreviazione di Internet Protocol o protocollo di internet. Vi sono due tipi di IP, l’IPv4 quello attualmente utilizzato, che consente una disponibilità massima di 4.294.967.295 indirizzi e l’IPv6, implementazione ormai necessaria considerato che le previsioni statistiche indicano che la saturazione degli indirizzi IPv4 avverrà presumibilmente entro il 2016. Il nuovo IPv6 renderà disponibili più di 340 miliardi di miliardi di miliardi di nuovi indirizzi.

Attraverso l’indirizzo IP ogni computer viene identificato univocamente nell’ambito di una rete, sia essa privata o pubblica, ovviamente in funzione del tipo di rete si utilizzeranno gruppi di indirizzi privati o pubblici.

L’IPv4 rappresenta un indirizzo formato da una serie di numeri in notazione decimale (in base 10), suddivisi in 4 gruppi di 3 cifre xxx.xxx.xxx.xxx, che corrispondono a valori binari (in base 2) di 8 bit per ogni gruppo, per un totale di 32 bit.

Affinché possa essere garantita l’univocità di questi indirizzi, esiste un organismo che si occupa di definire quali sono quelli utilizzabili nella rete pubblica, regolamentandone anche le modalità di assegnazione.

Gli indirizzi IP pubblici si dividono in 5 classi, ogni classe offre un numero diverso di indirizzi disponibili, composti sostanzialmente da due parti, la prima individua l’indirizzo della rete mentre la seconda l’indirizzo delle macchine connesse in quella specifica rete.

Le classi di indirizzi IP si suddividono nel seguente modo:

Classe A
Con 65.536 indirizzi disponibili, possiede il primo numero in notazione decimale che va da 1 a 126;

Classe B
Indirizza reti con più di 256 e meno di 65.536 macchine, possiede il primo gruppo di numeri che va da 128 a 191;

Classe C
Indirizza reti con meno di 256 macchine, possiede il primo gruppo di numeri  in un valore compreso tra 192 e 223;

Classe D
Riservata ad indirizzi Multicast, sistema nel quale una singola macchina trasmette dei dati a più macchine riceventi;

Classe E
Dedicata ad utilizzi sperimentali.

Va fatta un’ulteriore distinzione tra gli indirizzi IP dinamici e quelli statici; i primi vengono assegnati ad ogni connessione alla grande rete, cioè ogni volta che apriamo una connessione verso l’esterno, e pertanto cambiano ogni volta, gli ultimi vengono assegnati staticamente dal Provider è rimangono tali per tutta la durata del vostro abbonamento. Gli indirizzi statici caratterizzano prevalentemente i server che ospitano siti.

Attraverso l’IP qualunque pc collegato possiede per così dire un nome ed un cognome e grazie a questo meccanismo viene individuato e distinto precisamente!

Per le reti private non esiste una regola ma è buona norma utilizzare i seguenti netblock o intervalli: 10.0.0.0 – 10.255.255.255; 172.16.0.0 – 172.31.255.255; 192.168.0.0 – 192.168.255.255.

Gli indirizzi IPv6 sono formati da 8 gruppi di quattro cifre ognuno, separati da due punti ed espressi in notazione esadecimale (base 16), ecco un esempio: 0260:6334:08e1:0000:08fa8:72c1:8b1e:0432. Si possono omettere le singole parti contenenti 4 zeri e per una sola volta, si possono omettere due serie di 4 zeri a condizione che siano contigue e si possono omettere gli zeri iniziali di ogni gruppo. Come vedete la notazione IPv6 è un po’ più complessa ma offre moltissimi indirizzi in più rispetto all’IPv4.

E’ utile sapere che per configurare il nostro router di casa e poter finalmente navigare con la nostra connessione ADSL, si debba conoscere un indirizzo IP particolare ovvero il 192.168.1.1 oppure il 192.168.0.1, di che cosa si tratta? Si tratta dell’IP che ci permette di ottimizzare la configurazione del nostro dispositivo mediante il browser, in questo caso non siamo collegati ad Internet ma direttamente al router.

Se volete conoscere l’IP relativo alla vostra connessione Internet, potere visitare il sito www.chisono.it.

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