Banda Larga: Ma Larga Abbastanza?

Banda Larga

Secondo uno studio delle università di Oxford denominato Broadband Quality Index, l’Italia è al 38esimo posto nella classifica mondiale sulla qualità della banda larga. Su una scala di 100, il voto dato alla nostra connessione è stato 28,1, un risultato che potremmo definire “sufficiente” se l’evoluzione del WEB si arrestasse oggi, ma ben al di sotto della famosa “quota 50″ ritenuta indispensabile per le applicazioni dei prossimi 3-5 anni.

Ecco la classifica delle prime 10 nazioni:

  1. Sud Korea
  2. Giappone
  3. Hong Kong
  4. Svezia
  5. Svizzera
  6. Olanda
  7. Singapore
  8. Lussemburgo
  9. Danimarca
  10. Norvegia

Lo studio, sponsorizzato da Cisco, è stato condotto dall’Università di Oxford e dal Department of Applied Economics dell’Università di Oviedo e risale ad Ottobre 2009, anche se dobbiamo ammettere che è ancora molto attuale, non molti passi sono stati fatti da allora verso il miglioramento del servizio.

In alcuni Paesi la Banda Larga e l’uso delle potenzialità di Internet sono considerate molto importanti a livello sociale, culturale ed economico. Basti pensare che in Svizzera la commissione federale delle comunicazioni (ComCom), per prima nel mondo, ha stabilito che Swisscom – concessionario del servizio universale a partire dal 1° gennaio 2008 – sarà obbligato a offrire, oltre al collegamento analogico e digitale, anche una connessione Internet a banda larga all’insieme della popolazione e in tutte le regioni del Paese.

Naturalmente la morfologia del nostro Territorio presenta una moltitudine di aspetti e problematiche diverse, ma siamo sicuri che la situazione andrebbe affrontata con più piglio e maggior urgenza.

L’Italia è indietro soprattutto se si parla di “diffusione” della banda. Per “diffusione” si intende la media della velocità di trasferimento per ogni cittadino. L’Italia ha una copertura insufficiente, nel senso che ci sono troppe zone e di conseguenza troppe persone che non sono raggiunte da un servizio a banda larga.

Nel 2009 il Governo aveva dato il via libera ad un progetto da 1.471 milioni, di cui 800 milioni messi dallo Stato, per cancellare le disparità tra zona e zona mettendo tutti i cittadini in condizione di navigare ad almeno 2 mega entro il 2011-2012.
È di qualche mese fa la notizia che gli 800 milioni di euro previsti per lo sviluppo di internet veloce su tutto il territorio nazionale sono stati congelati fino a quando l’Italia sarà uscita dalla crisi economica. Una decisione preoccupante, segno di una mancata strategia per il futuro in un settore che potrebbe fornire delle ottime opportunità in questo momento di crisi.

Al taglio dei fondi alla banda larga, è seguita una settimana dopo la notizia del mancato sostegno all’investimento in PC e software nella Tremonti Ter.

Per il bene di tutti e per far in modo che la nostra economia sia sempre più competitiva sul mercato ci auguriamo che si possa giungere al più presto a una concretizzazione dei progetti legati allo sviluppo della Banda Larga in Italia, anche se al momento quel giorno sembra ancora lontano.

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